Protezione antigelo per ferrovie: deviatoi liberi dal ghiaccio, linee sicure e puntuali

La protezione antigelo per ferrovie entra in gioco nelle prime mattine di neve, quando il ghiaccio si forma proprio dove una linea è più vulnerabile. Uno scambio che non completa la manovra, un filo di contatto incrostato che fa scintillare il pantografo o una banchina trasformata in una lastra scivolosa sono sufficienti a rallentare la circolazione e spesso a fermarla. I convogli passeggeri e merci si accodano, mentre le squadre di tecnici raggiungono i binari con pale e sale.

Per chi gestisce o esegue la manutenzione di una rete, evitare questi disagi è, anzitutto, una questione di affidabilità e sicurezza. Noi di Parma ST siamo Distributore Ufficiale e Autorizzato dei cavi scaldanti e rilevamento perdite Raychem, oggi parte di Chemelex (ex gruppo nVent), nonché loro unico Premium Partner. Nel settore ferroviario lavoriamo con società italiane, come RFI e FERROVIENORD, e compagnie internazionali.

In questo articolo vediamo come si difende dal gelo l’intera infrastruttura, dagli scambi all’alimentazione elettrica fino alle stazioni.

Mappare la tratta: il primo passo della protezione antigelo per ferrovie

Un singolo punto ghiacciato può mandare in crisi un’intera linea, perché i ritardi si propagano da un treno all’altro e i sistemi di sicurezza fermano la circolazione quando qualcosa non risponde come dovrebbe. Per questo ogni progetto comincia da un’analisi del percorso, che individua le zone più esposte e tiene conto del clima locale.

Ne deriva una scelta mirata, che stabilisce dove il riscaldamento è indispensabile e dove sarebbe solo uno spreco di energia. Con gelate frequenti, per esempio, gli scambi in aperta campagna hanno priorità diverse da quelli riparati in stazione o in galleria.

Protezione antigelo per deviatoi e punti di scambio 

Gli scambi ferroviari hanno la precedenza quando si tratta di installare una protezione antigelo. Il funzionamento si basa sullo scorrimento di due rotaie mobili, gli aghi, che si spostano di lato per indirizzare il treno e si appoggiano ogni volta all’elemento fisso vicino, chiamato contrago. Quando l’ago gli aderisce perfettamente, un dispositivo di controllo ne conferma la posizione e viene dato il via libera per il passaggio del treno. Quindi, se con il gelo o le precipitazioni si dovesse compattare uno strato di neve o ghiaccio nel meccanismo, ciò potrebbe essere sufficiente a bloccare la linea.

La tecnica specifica di Rete Ferroviaria Italiana per il riscaldamento dei deviatoi rende obbligatorio proteggere aghi e contraghi, cioè la zona dell’accosto. Viene fissato un cavo scaldante lungo la rotaia con apposite graffe e il metallo porta il calore fino alla fascia in cui l’ago si muove, mantenendola sopra lo zero anche nelle notti più fredde.

Altri esempi di applicazioni della protezione antigelo per ferrovie nelle stazioni e nei locali tecnici

Un sistema di cavi scaldanti antigelo può sopperire anche alle condizioni avverse nella stagione invernale sulle banchine e lungo i percorsi dei viaggiatori. Posati sotto la pavimentazione, tengono sgombri camminamenti, rampe e scale di accesso. Sulle pensiline, invece, impediscono che grondaie e pluviali si ostruiscano e scarichino colate o lastre di ghiaccio sui marciapiedi. Le stesse soluzioni proteggono dal congelamento le tubazioni idriche e antincendio esposte che, in caso di rottura, lascerebbero l’impianto fuori servizio nel momento peggiore.

Nei locali tecnici, dove passano alimentazioni e apparati di segnalamento, il rischio principale sono le infiltrazioni: qui si installano sistemi di rilevamento perdite d’acqua, che avvisano di una fuga o di una rottura prima che arrivi ai dispositivi elettrici.

Le tecnologie in uso: cavi scaldanti e controllo automatico

Per impianti di protezione antigelo per ferrovie si può ricorrere sia alla tecnologia con cavi autoregolanti, sia a potenza costante. La prima soluzione si presta ai tratti del percorso più esposti a escursioni termiche importanti, perché si adatta ai cambi di temperatura. La seconda, caratterizzata da elementi a isolamento minerale a potenza costante in cui il conduttore è protetto da una guaina metallica, consuma meno energia e lavora bene anche a diversi gradi sotto zero.

In entrambi i casi, l’impianto si abbina a un quadro di comando che attiva i cavi solo quando servono, rilevando con appositi sensori il freddo e la presenza di neve o umidità. Sulla rete RFI, lo stato del sistema e gli eventuali guasti arrivano a distanza al posto di controllo della circolazione, così chi gestisce la linea sa in tempo reale se un punto è rimasto scoperto. Se il progetto lo richiede, realizziamo anche quadri elettrici su misura.

Affidabilità nel tempo: materiali Raychem e garanzie estese

Un sistema antigelo entra in funzione solo nei giorni più freddi, ma in quei giorni non può permettersi di fallire ed è per questo che la qualità dei componenti pesa più di ogni altra voce. Raychem è il marchio che ha inventato i cavi scaldanti autoregolanti e i suoi prodotti per i deviatoi superano rigide prove e controlli elettrici prima di arrivare in cantiere.

Sul fronte delle garanzie, nel settore industriale la legge prevede un anno e noi ne proponiamo due di standard, da noi ulteriormente prolungabili in quanto unico Premium Partner Raychem.

Dal sopralluogo al collaudo di un impianto di protezione antigelo per ferrovie

Ci occupiamo sia di posa dei cavi scaldanti e rilevamento perdite che di consulenza tecnica sulla scelta, sostituzione e riparazione dei prodotti. 

Stai valutando un intervento su una linea, un piazzale o una stazione? Contattaci: i nostri tecnici analizzeranno con te le condizioni del sito e ti proporranno la soluzione più adatta al tuo impianto.